SCAMBIO, ACQUISTO, VENDO ROBA USATA IL BOOM DEL "BUSINESS CONVENIENTE" (12/03/2007) Non è più tempo di magazzini disordinati, odore di umido e accozzaglie di oggetti accalcati uno sull’altro. E proprio nel momento in cui, tra incentivi e promozioni, di usato non si compra più nemmeno l’auto, diventa stranamente conveniente darsi alla compravendita di roba di seconda mano. Perché si tratta in fin dei conti di una compravendita sempre più organizzata e ordinata. In pochi anni i punti vendita sono arrivati in Italia a circa 2mila: a Roma sono saliti da 219 a 333, a Milano da 180 a 257. Ma l’esplosione ha riguardato anche l’Emilia-Romagna. Nuovi clienti I negozi dell’usato fanno leva sul servizio che offrono anche a chi deve vendere un oggetto o un abito: sono disponibili a valutarlo, a volte ritirarlo a casa ed esporlo in negozio. Per chi compra, invece, l’appeal è la garanzia di qualità, e in qualche caso la possibilità di riportare la merce entro qualche giorno in caso di difetti. I negozi hanno poco a che fare con i vecchi mercatini delle pulci, quello che fino a oggi ha limitato la vendita dell’usato è stato un problema di percezione. Quando una persona va al ristorante non si pone la questione se il piatto dove mangia sia stato utilizzato da qualcun altro. Eppure se lo chiede quando acquista un abito o un mobile di seconda mano. C’è bisogno ancora di modificare la mentalità. Per questo i mercati sono pensati come negozi ‘veri’, hanno il riscaldamento, i diversi reparti, sono ordinati. E a volte alla merce usata è abbinata la vendita di merce nuova. Va da sé che anche la clientela è differente: I maggiori clienti sono le persone che hanno un grado di istruzione più elevato, perché si sono liberati del tabù del risparmio, non si vergognano a cercarlo. Chi cerca di vendere la propria roba, invece, lo fa soprattutto per liberarsi dai sensi di colpa che derivano dal lasciare inutilizzati oggetti belli e nuovi. Se i negozi dell’usato crescono, insomma, è soprattutto perché si diffonde una nuova filosofia. E c’è anche chi da questa filosofia sta ricavando un nuovo stile di vita, come l’associazione Bidonville di Napoli, nata per proporre gli scambi tra privati e il riutilizzo di tutto ciò che si può riutilizzare. All’inizio dell’attività proponeva soprattutto il baratto, “oggi sono decine le attività promosse, dallo scambio dei libri, al noleggio gratuito di biciclette”, spiega il presidente Sandro Luglio. Ma il cuore dell’associazione è l’annuale fiera del baratto e dell’usato, che si terrà il 24-25 marzo a Napoli ed è giunta quest’anno alla ventiduesima edizione.
Tutto per i bambini
Punti vendita a Bologna Piccoli Affari Via C. Treves n. 1/B, 40135 Bologna. Telefono 051/432965, e-mail info@piccoliaffari.com, sito internet www.piccoliaffari.com. Si può acquistare la merce anche direttamente dal sito, con pagamento in contrassegno.
La prima infanzia Di certo non si diventa ricchi, ma svuotare il proprio box o il vecchio guardaroba può diventare una grande comodità. Acquistare l’usato, invece, specie se curato e di buona qualità, è uno stratagemma in grado di fare risparmiare parecchi soldi. Per capirlo basta entrare in un mercatino dell’usato o fare anche solo una panoramica sui negozi che espongono in Rete. E il vero affare, lo hanno compreso le mamme alle prese con tute e passeggini, è sul mercato della prima infanzia. Nei negozi per bambini, la merce più ambita sono attrezzi e giochi, intatti e moderni. E soprattutto scontati. Una bicicletta con le ruote costa circa 30 euro, i seggiolini da tavolo partono da 12 euro, gli ovetti vanno da 30 a 60, e una cameretta intera della Foppapedretti costa 800 euro. D’altronde, per chi vuole vendere la propria roba le regole sono molto rigide. Il sistema utilizzato è per tutti quello del conto vendita. Gli esperti del negozio fanno la loro valutazione, e se questa ha esito positivo si contratta il valore da dare all’oggetto. |